Alla Biennale di architettura di Venezia il padiglione del Cile era dedicato interamente alle idee progettuali per la ricostruzione post-terremoto che ha colpito duramente quella Terra.
Sull’Aquila è stato organizzato un convegno internazionale: nella sede prestigiosa di Palazzo Ducale un’intera giornata dedicata alla nostra città.
Esperti internazionali, il Patriarca di Venezia, Massimo Cacciari, il Presidente della Biennale Paolo Baratta, la Soprintendente Renata Codello tutti a ragionare e riflettere con competenza sul futuro del nostro territorio. Un dibattito molto stimolante e pieno di spunti interessanti.
Tutti hanno notato l’assordante assenza della voce della nostra amministrazione. Il Sindaco, invitato da mesi, ha declinato l’invito. C’era la Perdonanza, passi.
Era quindi stata assicurata la presenza dell’assessore all’urbanistica Roberto Riga ma, nello stupore generale, ha dato forfait all’ultimo minuto.
Che figura, quale dimostrazione di provincialismo, che mancanza di educazione nei riguardi degli organizzatori di un evento che è, ricordiamolo, il principale appuntamento internazionale di urbanistica.
Ma pensandoci, in fondo, meglio così. Che avrebbe potuto dire Riga in un consesso così autorevole? Quali idee, strategie, progettualità, ovvero gli strumenti propri della Politica, avrebbe potuto esporre il nostro assessore silente dal 6 aprile? Quali proposte elaborate dalla Giunta avrebbe potuto illustrare? Quali? Meglio quindi defilarsi anche in maniera per nulla elegante, anche a costo di far fare alla nostra città una pessima figura.
Noi dei comitati, invitati come relatori, da giorni ragionavamo e limavamo i nostri interventi. Ci siamo preparati con scrupolo, coscienti di rappresentare in quell’occasione una voce del nostro territorio. Siamo stati apprezzati da tutti per competenza e passione.
Nessuno ci ha chiesto com’è la situazione all’Aquila: l’assenza della nostra amministrazione era la risposta più eloquente.
Abbiamo, fuor di retorica, provato un senso di vergogna e scoramento in quella situazione. Dobbiamo evitare che accadano episodi del genere in futuro. Non vogliamo più provare disagio a dirci aquilani.
Questo territorio non può più permettersi questa classe politica, merita, può e saprà esprimere di meglio.
6 commenti finora
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inviato il 13/09/10 da
PaoloChe dire in aggiuinta. Da mesi ascolto gli echi di una situazione aquilana dal sapore molto amaro, a dir poco. Alcuni libri, blog e notizie su "certi" quotidiani hanno dato piena evidenza che a l'Aquila è accaduto e si perpetua una situazione imbarazzante: l'assenza dell'anima; di qulla energia che dovrebbe far risorgere la città. Noi abruzzesi abbiamo la scorsa dura e la tenacia necessaria per affrontare situazioni difficili. In questa occasione, la politica "tutta", ci ha spogliato delle nostre prerogative più intime.
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inviato il 27/12/11 da
PussWhen you think about it, that's got to be the right aneswr.
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inviato il 28/12/11 da
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inviato il 28/12/11 da
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inviato il 29/12/11 da
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